Polvere

Il paese è in silenzio.
L’aria porta le voci dei bambini e l’ombra degli uccelli. Ogni tanto il sole cede il posto alle nuvole forse per ricordare qualcosa di infausto in bocca ai fiori e ai germogli che quest’anno sorridono appena. La loro boccuccia resta appesa fra il sole e il freddo del vento.
Le foglie perdono luce e quest’asprezza tutta terrestre di argilla bianca e rossa, fissa sulle terrazze un crocevia fra un silenzio ed un altro silenzio.
Ogni tanto lo scoppio di una motoretta scorda la monotonia.
La noia qui è come la polvere. Qualcosa da combattere più o meno ostinatamente più o meno inconsciamente. Con armi impari. Foga e silenzio. Foga e labbra serrate.
Sempre attaccati ad una genetica mai troppo lontana.
Alle sottane nere delle nonne. Attaccati.
Come l’ultima aria prima che il crocevia snodi e fortifichi nell’osso di una pietra.
Attaccati stentatamente a questa magia che tante volte mi ha soccorsa. Allungandomi una mano dal cielo.

©J. R. R. Tolkien

©J. R. R. Tolkien

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