Perdimento

©Daria Endresen

©Daria Endresen

[L’equilibrio del sistema cervello dipende dal corretto rapporto fra segnale e rumore. Qui pare, per le scienze psichiatriche e affini, ci sia il soggetto normale. Seguirebbe un secondo stato, una sorta di zona di overlap in cui, a fronte di uno sbilanciamento, i due parametri tendono ad eguagliarsi. In questa dimensione c’e’ l’uomo che immagina vorace un corridoio per raggiungere il vento. Infine, il rumore vince sul segnale. E qui c’e’ l’uomo che il corridoio lo costruisce, davvero]

 

Anticipare me
scrivendo prima la storia di adesso
Perdendomi
nel taglio indolore sotto la pianta dei piedi
La parola e’ sinistra
tanto gabbia
quanto uccello ed e’ sempre un attimo
un momento forzato
un missile dalla finestra che colpisce un divano

Sobbalzata a sud dall’onda d’urto
sulle costole spoglie del disincanto dimenticare le unghie sporche degli arabi in ciabatta
e scivolare sulla bava dei vecchi.

Mani storte solchi di rughe
impagliati al fresco sulla sedia
il mento sciolto sul costato

La voce dei vecchi parla da lontano
lo spirito dei morti leggero soffia sulla nuca
il Cuore di Gesù un ricordo dorato sul nero del lutto e dei piedi feriti
dal nylon delle calze nella terra ad agosto
E sul tramonto si scioglie
il riflesso delle spille
attaccate al petto
contro il malocchio

Oltre il dolore la sublimazione.
Il male subìto diventa protettore.
Chiamarmi prima del mio arrivo
il perdimento della doppia allocuzione

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