Altre estenuazioni

©M.C. Escher – Farfalle

©M.C. Escher – Farfalle

Tornare allo stato brado alla materia cruda a quando bellezza era infinito e l’uomo stava nella semplicità di una ferita che sanguina.
Il sistema immunitario portava il corpo a dormire, evitava le infezioni e mobilitava le energie.
La strategia dell’animale incapace di coscienza.
Fu solo poi, quando capì se stesso e il diagramma dell’umano, lo sconforto di tempi e membra, la frattura dei cieli, la malinconia di una goccia d’acqua rimasta sola nel fondo prosciugato dell’oceano. Fu solo poi, il chiodo battuto da un carcerato
Tornare bisogna
bisogna tornare allo stato brado ora che l’infinito e’ chiamato bellezza
e lo scarto della coscienza e’ diventato scudo della coscienza
nell’illimitata presunzione dell’auto assoluzione.
Dell’intenzione rimane solo il fosforo. Una trama allucinata. Riversamenti di bava in deserti senza confini da docche asciutte senza confini, verso confini senza confini.
(voglio) tornare al luccichio delle farfalle di notte all’accenno di un batter d’ali a quell’organicità dell’esistere senza molti perché senza la relatività o gli specchi.
Tornare al grammofono. Alle stazioni con un solo binario. Alla mortadella nelle botteghe appoggiate a strade strette in salita con il forno attiguo e odore di pane e prato umido dalla canna fumaria.
– Cosa vuoi a nonna. Un panino. Pane e pomodoro. Pane e disperazione. E poi da adulto odiare i cibi asciutti.
La morte e’ così tanta così consueta che l’aggressività e’ devitalizzata.
Delegata e centrata su altre sorti. Ancora ignote. Non legge dello stato. Non legge popolare. Neanche anarchia, solo l’ego e il suo robusto scudo. L’apoteosi della solitudine sul palco sublime del fallimento. Adamo che uccide Adamo per evitare Eva. Il male che mangia il verme per non far toccare la mela. La scomparsa di Gesù per rapimento
(bisognerebbe) avviarsi in direzione contraria, verso i prati di soldati sepolti al fianco della mamma e i crisantemi nel giorno dei morti.
Ancora prima del sistema immunitario, probabilmente e sconcertante.

Da qualche parte l’oceano e’ ancora infinito
e non oceano.
Ed io sto andando lì.

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