Terra madre

Abbracciare e piangere il proprio cavallo di notte con l’insonnia che sgretola i nervi abbracciare il cavallo e piangergli sul naso

essere poter essere allora e allo stesso tempo immagine di un cammello un ghiacciolo la rotella del carrello della spesa

Essere terra
Terra che tutto comanda e tutto sacrifica
senza mai piangere e senza mai fermarsi
piangono le donne in certe terre di certi Sud piangono senza saperlo e ballano e pregano
una spoliazione confusa per salvazione
il rituale che proteggendo denuda

Piangere con il cavallo di notte quando da lontano arriva il rumore dell’acqua della fontana e tutto il distante è più vicino
Avere un cavallo da abbracciare per essere un burattino una lattina o solo le mani di un bambino
Farlo in mancanza d’altro
Creare nuovi voli e nuove circostanze per muoversi oltre l’orizzonte violento di negazioni violente
per fuggire
per giocare
Pur d’essere altro
Smettere di pensare
Per guardare e solo guardare
la dignità è il luogo dell’eleganza
Costruisco il mio cavallo
chiudo gli occhi e piango
E nella solitudine il tutto dell’essere mi abbraccia

©Francesca Woodman

©Francesca Woodman

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