E’

©Gottfried Helnwein

[…] Non esistono le poesie gioiose, e neanche quelle tristi. Non esiste la poesia. Esiste l’esistere e ogni tentativo di dargli una forma. Ci sono gli spartiti. Le bocche. Gli ombrelli. Gli algoritmi. I frattali. I chicchi di caffè. L’urina. Gli engrammi. Le matrici. I farmaci anticoagulo. Il sodio ed il potassio. Le commisture. Le carezze. Le mani nelle mani e tutte le mani lungo i corpi, e poi dentro agli occhi […]

[…] [Non esiste nulla amore]
Solo il canto indecente del mondo, e due mani che lo prendono in grembo. Per cullarlo. Solo per cullarlo. Il mondo ha bisogno di essere cullato. Tu sei il mondo. Posso solo cullarti con la musica che dondola l’impossibilità di un noi e quattro piedi su di una via. Qualche macchina e pochi alberi. Quattro occhi e due mani. L’una dentro l’altra. Un paio di labbra su di un orecchio. Due encefali. Tessuto nervoso. Muscolare. Osseo. Vasi sanguigni. Due pancreas. Due fegati. Quattro polmoni. Cromosomi di forma diversa.
L’avvicendarsi sulla strada, di due corpi uniti da un perché che si riduce ad un forse […].

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