Scompaginare.4

©Leonard Nimoy-Shekhina

©Leonard Nimoy-Shekhina

(Poi)
(Ad un certo momento)

Le labbra seccano
il respiro arretra
e il pensiero si slaccia
priva di presenza
spalanco gli occhi sulle stringhe di una poesia
e la retina sui gomiti
ricorre e rincorre il bianco e l’ombra
l’ombra e il bianco
e l’assenza minuzia di polvere e bellezza

e il mare affonda

…lì…

fra la porta e la pausa
nell’aria e nella morte
nell’illusione matematica di una poesia

Forse ti amo
Forse non ti amo
Forse la distanza che separa me dal resto
te da me
dei fianchi che si ritraggono
e la carne che si dà
nonostante tutto
nonostante il resto della distanza
felice di aprirsi
in un moto misericordioso
fra i corpi ed il pavimento
il pavimento e la sedia
la sedia e il tuo braccio
il braccio e la tua bocca
E la luce gialla della lampada
non basta a contenere l’ombra
che da dietro
la sedia si dilunga
illimitata
…lì…

oltre i prati
…lì…

dove
la sostanza

Forse la distanza della sedia dalla notte
Della soglia dal paradosso
dalle storie indifese
dalle scale a testa in giù
dalla mano che si bagna
dal poro che si stringe
dal respiro che si affanna
…lì…

mi sollevo dalla terra
e un’umidità di muschio

E tu
ed io con te
al margine del letto
al margine della sedia
al margine della luce
al centro della stanza
al centro della storia
al centro delle bocche

nel margine di noi

(Poi)

…lì…

esisto
fra la pausa ed il verso.
Nella distanza fra me e il tuo silenzio

(Titolo originale – Andromaca)

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