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[Parlo con me, ora, di venerdì mattina. Con l’aria ancora rotta dal vento, un alibi di frescura che prolunga un’idea leggera, e poi fra qualche giorno l’inizio di una nuova pesantezza. Dell’estate che tutto divampa. Tutto scarnifica. E si fa bestemmiare dagli uomini grassi e da quelli in canottiera. Osservo il moto dell’immobilità nell’aprirsi di un fiore. Me ne stupisco, e ho paura]

 

©Mira Nedyalkova

©Mira Nedyalkova

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