Frame

©Gottfried Helnwein - The Disasters of War 24

©Gottfried Helnwein – The Disasters of War 24

Non ti salvi
Cadi
Non ti perdoni
Cadi
Cammini
Continui a cadere
E cadi e non ti alzi
Non ti alzi e non ti perdoni
Cadi
Piove e cadi
Questo
Poco altro
Il silenzio
il verde delle foglie
i pareri fuorvianti
Le lame.
I segreti stirati a temperatura delicata
e la carta argentata da far bruciare quando dio non c’e’
Uno specchio rotto
un pavimento di denti
Ed un giardino
con gli aquiloni
che fanno volare i bambini
e braccia calcificate
che brandiscono retini
per una farfalla
che perpetuamente
gira
gira
gira
proprio mentre tu
cadi
cadi
cadi
e non ti perdoni.

E’ meglio distrarsi un pò
e vai al circo
Lì c’e’ la musica
– oh! La musica! –
In quella nicchia con i fazzoletti bianchi
che applaudono soli e senza mani
loro applaudono, tu cadi.
Balli e cadi in piedi sul ragno e i passi doppi
Poi respiri
L’aria e’ di zucchero
Ci sono i giochi
e se colpisci un bambino con una mina
ti regalano una bandiera
mentre la musica si propaga cieca
a meno venti gradi di buio
e cambia tono
ed urla pazza

– Cadi! Alzati! Balla!

Cadi ancora ed ancora ed ancora
ed in ginocchio prega
Che nulla resta o poco altro
Il becco di un pettirosso
due commesse ciccione.
L’esilio.
Il supplizio.
I comandanti pazzi.
Una punkabbestia sorda
ed un piccione che ferma le macchine.
La strada del ritorno
Il Cingolo
l’intenzione
e la decisione
Di non morire
Ma di cadere
Per ogni lacrima sudata
Li giù in fondo
In quella cella silenziata

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