VII

A volte l’essere piu’ amato equivale all’essere il piu’ odiato. E così accade fra chi scrive e le sue stesse parole. A volte l’odio e il rigetto piu’ profondi. La liquidazione. La chiusura rabbiosa di una porta. La stanchezza ultima. Effimera. Tangibilmente effimera di piantare fiori in un campo da guerra. Questa e’ la scrittura in ultima analisi. Una risoluzione finale per se stessi. Un modo per decidere la sepoltura mentre ti stanno ammazzando. L’ultimo baluardo della guerra dei perdenti. Una fortezza Bastiani tinta di rosa come le vecchie case cantoniere e i fiori sul balcone che lasciano al passante il profumo di donna. Li’ c’e’. Lì c’e’ qualcosa di effimero e colossale. Lì. Dove poi c’e’ anche l’odio. Lì dove c’e’ tutto. Senza scampo. In questo bicchiere senza fondo che ad un certo punto si chiamo’ coscienza.

La simmetria dell’ombra/2 – ©Mia

La simmetria dell’ombra/2 – ©Mia

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