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©Mark Arbeit

©Mark Arbeit

 

 

 

 

 

La bocca acerba
il pittarsi le unghie
l’istinto di arrampicarsi
per camminare bordi scuciti e
valichi remoti
la santa maschera sul quotidiano
il sorriso sereno sulla chiarezza del mattino

lì dentro il mondo finisce
E poi ricomincia
e poi finisce ancora
Senza tregua
senza sosta
senza riappacificazione
solo occhi
il capo estremo del mondo
il capo opposto del filo
E un ago che li scuce
Il fiore di una calla
o il sangue di un umano
non so
non so saperlo
So che so
e tu mi ricordi
riportando la memoria negli occhi

Tu non sai che io non so sapere

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