mimìburzo

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Di cose semplici e fiumi morti

Ho la dermatite e gonfie negli occhi lacrime di stizza
… fra l’altro … penso ai fiumi morti
a questo sotto casa mia
se ci entrassi rimarrei contaminata e a vista un’affezione cutanea
La luce è più grande di me
il verbo corretto:- ingoiare
… o … a quell’altro fiume ancora, cementato per coprire il contaminante.
Meglio che chiuda gli occhi
almeno per uno spiraglio
sul calar della fine
Se non posso fidarmi dell’uomo, di un fiume si.

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Ⓐ – Dittico sull’orizzonte

[…] Ossia piuttosto attaccati alla vita che alla morte
di quelle vite che muoiono tante volte
per rifiorire come il finocchio
profumati di quiete e di acqua
sotto il rosa del vespro
oltre un orizzonte di garza
consumato di umanità che si fa strada scompiglio lotta
Muta e ossuta
.Ridere.
.Amare.
di malinconia e silenzi tutto in bocca

*******
Sentire il non udibile
silenzi brulicanti di occhi
e sul sentire degli occhi meglio non parlarne
All’orizzonte si affacciano le rondini
ignare sorvolano sulla guerra
ignara la gemma e con lei la primavera
Non è facile parlare di guerra senza neanche una bomba o una goccia di sangue
Ancora più difficile dire dei bambini che dormono da soli
in questa guerra
in cui tutti sanno
(non so cosa)
e fanno
(non so cosa)
di inusuale e rivoluzionario
E’ solo il tripudio dell’inumanità
La libellula è già qui
il grillo non se n’è mai andato
le rondini sorvolano sull’invisibile
ingenue torneranno sulla fissità di questa guerra

Senza Titolo

Questa piccola raccolta, in un giorno di pioggia