Iniezioni belliche e dolore

Con una sostanza bellica iniettata nel mio corpo attraverso il braccio destro, un pass che mi incasella fra chi è allineato e non allineato ed estortomi con il ricatto occupazionale, esattamente come ragionano le mafie, il destino degli esseri umani diventa più che mai un destino comune di esistenze deviate da una voluta ignoranza, veli invisibili e un governo che mi da del gregge anche se dubito mi abbia mai sentita belare. Finisce così quel minimo stato di diritto, o quella utopia che mi ha indirizzata su certi binari per buona parte della mia vita, decido di ritirarmi in un privato privato, distaccandomi completamente da questo sistema neo liberista in cui se hai un pensiero critico autonomo una stelletta ti viene cucita addosso. Il mio intelletto non può che affondare nel dolore e obietta e obietta l’azione rifiutandomi di utilizzare mezzi virtuali, nella fattispecie dei social e di questo stesso sito.

Anche e soprattutto per questo vengono sospese le pubblicazioni e cancellati tutti gli account. O si è dentro o si è fuori. Quella sottile linea di demarcazione fra utopia e democrazia, finisce edulcorata e manipolata dietro il nome di protezione da un virus (se proprio per accendere il cervello non ci sono bastati Piazza Fontana, Pinelli, Valpreda e il tale Valerio Borghese).

Rimane in corpo la grazia del socialismo, della comunanza e dell’oltre possibile che ora diviene una cortina di fumo nero e la lotta civile non può altro che essere prassi quotidiana nel quotidiano della spicciola mattina che mi sveglia carica di dolore ad ogni intentata alba.

Auguro a tutti il coraggio della rivolta quotidiana ed invisibile. La nuova guerra. Rendere visibile l’invisibile al supermercato e piangere lacrime mute così strozzata dalle mani del capitalismo becero e degli eventi che dopo l’11 settembre hanno modificato il corso della storia.

Tutto il resto abuso. Abuso psicologico che nella mia testa non entrerà essendo ben conscia del valore funzionale, adattivo e epigenetico della corteccia frontale dorso laterale.

Ho un cervello e penso e dunque sono. Ho un cervello dunque sono.

Dall’abuso nessuno mi proteggerà e nessuno mi vendicherà. Agisco me stessa o butto via venti anni di poesia.