mimìburzo

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Rupert

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Rupert

Cari miei silenziosi, Mimì e la Maldoror Press sganciano in rete un piccolo e-book.
Buona lettura.

Una manciata di testi poetici per dire la breccia sempre possibile verso l’impossibile. Un tentativo di parola per amare l’Altro attraverso un verbo costretto all’infinito – o contro l’infinito zoppicante dei poeti – senz’altra coniugazione che non sia per amore, o per una qualche forma esacerbata d’intelligenza, tentando la parola dell’unicità, della lotta, degli umori, ben prima che se ne muoia per i suoi “peccati”, ben prima che essa si disfi e ricombini dentro la storia dei fallimenti.

 

https://maldoror.noblogs.org/archives/786

Self portrait

VI. Siamo in tre – la terza è una parentesi senza galleggiante
mi riporta indietro senza immagini o suoni o tatto o olfatto.
Colori ed evaporazioni che emergono da qualcosa di carnoso
l’impressione è che siano figli delle viscere
che escano fuori esattamente dal basso ventre.
Devo per forza pensare che al limite questo qualcosa di molto carnoso sia la sostanza cerebrale.
Una parte di me dondola su una spuma giallo tramonto e una nuova flora e fauna a disegnare un mondo che conosco perché è già avvenuto e che ora è appunto una parentesi che mi tiene in sospensione dove sono davvero finite le parole.
Nulla è così concreto da poterlo conoscere o nominare.

Penso senza pensare che sia meglio non sentire